La Strategia energetica nazionale č rimasta al palo: mancano i decreti attuativi per le rinnovabili

Articolo pubblicato martedě 30 gennaio 2018
La Strategia energetica nazionale č rimasta al palo: mancano i decreti attuativi per le rinnovabili

Lo scorso novembre il ministero dello Sviluppo economico e dell’Ambiente hanno dato il via libera finale alla nuova Strategia energetica nazionale (Sen), documento che nasce per tracciare lo sviluppo energetico di tutta Italia fino al 2030. A oltre due mesi dall’annuncio siamo però ancora fermi ai nastri di partenza: «Nonostante le ripetute rassicurazioni ricevute dalle istituzioni, ad oggi la Strategia energetica nazionale varata dal governo lo scorso novembre risulta inattuabile, nella parte che riguarda le fonti rinnovabili di energia, per mancanza di provvedimenti normativi che diano indicazioni concrete per il raggiungimento degli obiettivi individuati».

A lanciare l’allarme è il Coordinamento Free, che al suo interno riunisce 23 associazioni – dall’Anev al Kyoto club, dal Cib a Elettricità futura – espressione del mondo delle rinnovabili e dell’efficienza energetica. «In particolare – aggiungono dal Coordinamento – il ministro Carlo Calenda non ha ancora emanato i Decreti ministeriali attuativi necessari per lo sviluppo delle fonti rinnovabili in Italia per gli anni 2017-2020 che dovevano essere pubblicati da oltre un anno e mezzo, ponendo così a serio rischio anche gli obiettivi per il 2020. Se il ministro Calenda non riuscirà a pubblicare tali provvedimenti prima delle elezioni, come invece promesso, facendoli slittare ulteriormente, metterà a serio rischio un’industria solida ma ancora molto giovane e che necessita quindi di strutturarsi grazie a politiche di medio lungo periodo basate su provvedimenti che diano la certezza necessaria per pianificare investimenti futuri».

È infatti la chiarezza normativa, ancor prima degli incentivi, la richiesta che da sempre il mondo dell’energia pulita rivolge alle istituzioni, ma anche nell’occasione della nuova Sen proprio questo elemento chiave rimane carente.

«Il Coordinamento Free – conclude – auspica quindi l’emanazione di tali decreti prima delle prossime elezioni, evitando così di vanificare gran parte degli sforzi fatti dal nostro Paese negli ultimi anni proprio ora che il costo delle rinnovabili è sceso significativamente. Ogni ulteriore ritardo sarebbe un regalo elettorale a chi ha interesse ad affossare la green economy nel nostro Paese per interessi personali non più in linea con i tempi».

Fonte: www.greenreport.it

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